Nautica a 4 zampe

Chi ama gli animali difficilmente decide di lasciare il proprio amico a 4 zampe, soprattutto nel periodo estivo o quando ci si accinge a passare qualche periodo distante da casa. Se poi si decide di andare trascorrere le proprie vacanze in barca, allora le cose diventano meno semplici poiché questo tipo di vacanza richiede sacrificio di spazio e di movimento.
Molti padroni/armatori portano tranquillamente il loro cane o gatto in barca slasciando loro ampia libertà di movimento (nel limite di spazio utile silla propria imbarcazione). Deprecabile appare invece il comportamento di quei padroni che, pur non distaccandosi dal proprio animale, costringono l’amico peloso a lunghi periodi di prigionia all’interno di gabbie causando negli stessi forte stress.
Per evitare di causare danno al proprio animale occorrerà pianificare attentamente le tappe della propria vacanza in modo da alternare periodi di mare, in cui l’animale dovrà necessariamente stare a bordo della barca, a periodi a terra in modo che lo stesso possa dar libero sfogo alla propria esuberanza.
A differenza dei gatti, si evidenzia che i cani ben sopportano la vita di bordo. Importante è la scelta dei giusti accessori nautici!
E’ quindi auspicabile che qualora si decidesse di intraprendere una vacanza di media durata il padrone faccia un “allenamento” al proprio animale ovvero che gli impartisca le regolo per poter meglio adattarsi alla vita di bordo. Per poter far si che l’animale si adegui alla vita di pordo si dovrà quindi procedere per gradi ovvero far delle piccole uscite e via via aumentare il tempo di permanenza in mare.
Dovrà esser prestata attenzione alla salute dell’animale poiché, come per gli esseri umani, anche gli animali possono incorrere nel disturbo del mal di mare. Per ovviare a tale inconveniente è sempre bene portare dei farmaci anti chinetosi.
Inoltre, se poi si decide di fare delle attraversate impegnative si dovranno considerare anche i bisogni dell’animale approvvigionando un’abbondante scorta di acqua e predisporre una zona della barca/yacht con un grande tendalino dove l’animale possa ripararsi dal sole. Si raccomanda infine, per evitare spiacevoli cadute, installazione di reti di protezione sulle draglie e dotare il cane di pettorina salvagente con gancio in modo da poterlo issare a bordo senza troppa fatica in caso di caduta in mare..
Seguendo questi semplici consigli anche il nostro amico quadrupede potrà entrar a far parte della ciurma.

Formazione: dovrei studiare la Macro Economia o il Business Administration?

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente sei indeciso se specializzarti  in economia o in  business administration . Beh, questa non è una decisione facile da prendere (posso dire che per esperienza personale) ma alla fine dovrai prendere una decisione e formarti in un settore preciso. Vediamo di fare un po’ di chiarezza sull’argomento grazie ad un esperto consulente di carriera.

Dettaglio o grande visione d’insieme?
Probabilmente la domanda più importante da porsi è relativa al nostro orientamento: larghe vedute d’insieme o attenzione al dettaglio? Se vogliamo capire come si muove l’economia, dobbiamo studiarla. Al contrario se siete interessati soltanto alla gestione ed amministrazione di una determinata società, allora il business administration fa per voi. Naturalmente resta il fatto che, per studiare l’una o l’altra disciplina, avrete bisogno della conoscenza di elementi comuni ad entrambe.

Teoria o esperienza sul campo?
Sei una persona teorica o una persona pratica? Gli economisti si  destreggiano tra i numeri e cercano teorie che potrebbero sconvolgere i mercati, ma sono poco  interessanti per chi non segue da vicino la macroeconomia.  Al contrario, i soggetti che studiano e business administration o economia aziendale si occuperanno di pratiche, di problemi da superare per amministrare una società o un’azienda. Situazioni reali a cui trovare soluzioni pratiche.
Ad un certo punto, tutti gli economisti devono rendersi conto, che la politica economica è in ultima analisi, decisa dai politici, ai quali tutti i loro modelli economici e le loro teorie in realtà non importano. Questo è probabilmente l’aspetto più frustrante di quando si studia l’economia con la ‘’E‘’ maiuscola: si può davvero prevedere come risolvere la maggior parte delle problematiche economiche, ma non si può prevedere ogni cosa. Mentre, chi studia l’economia aziendale ha la possibilità di avere un impatto sul reale – sia pure in un contesto piuttosto limitato.

Quanto sono realistiche le tue aspettative?
L’economia aziendale è una delle materie più studiate negli Stati Uniti. Ma se non si ottiene la formazione giusta attraverso un percorso di studi prestigioso, le possibilità lavorative sono scarse.  La buona notizia è che se chi si laurea economia o in business, può attendersi alcuni dei più alti stipendi.

Volete competenze pratiche?
I problemi più grandi quando si studia la grande economia sono la sua ampiezza e la sua astrazione. Essa fornisce pochissime competenze immediatamente spendibili sul posto di lavoro. Mentre il business administration da le competenze necessarie per poter gestire un’azienda.
Sono due livelli di formazione non necessariamente antitetici, ma l’aspetto pratico di uno rispetto all’altro è evidente.

Come aumentare l’engagement nel proprio stand fieristico

Attirare i visitatori e creare engagement in fiera non è semplice, data la natura caotica dell’evento, in cui ognuno cerca di attirare con i modi più disparati il pubblico all’interno degli stand. Ecco alcuni consigli per aumentare l’engagement dei visitatori nel proprio stand fiera.
Il prodotto deve essere rilevante e diverso.

È bene pensare al di fuori della scatola. Assicurarsi che il proprio prodotto si distingua dalla concorrenza, ma ancora connetterlo con il suo pubblico chiave è essenziale.

Ad esempio, il mercato delle barrette energetiche è completamente saturo, ma un bar di proteine ​​salate o carne è un interessante modo per proporsi che probabilmente raccoglierà l’attenzione.
Il prodotto deve risonare e collegarsi ad ogni consumatore. La maggior parte dei consumatori sono attratti dalla scoperta di qualcosa di nuovo. Quando questo prodotto è supportato da un’impressionante immagine di brand, le persone vengono incuriosite per scoprire di cosa si tratta e cercheranno una connessione.
Il marchio deve avere uno scopo.

Dovrebbe stimolare la nostra intelligenza ed educarci in qualche modo. Se si utilizza un approccio intelligente, ci si preoccupa dell’ambiente, ci si impegna in qualche modo per la comunità o si istruisce sulla salute, nascerà un senso di lealtà verso il brand.
Il marchio deve continuamente commercializzare se stesso. Indipendentemente dal successo di un prodotto, il marketing e la promozione sono processi che non dovrebbero essere mai fermati per qualsiasi motivo. Una presenza in fiera  è essenziale per trovare nuovi potenziali clienti e per la costruzione di rapporti con i clienti.
Massimizzare i social media durante e dopo la fiera.

Sviluppare il proprio hashtag per l’evento e incoraggiare coloro che si fermano al proprio stand fieristico a scrivere un tweet o creare un post su Instagram utilizzando il tuo hashtag.

Offrite dimostrazioni amichevoli del vostro  prodotto durante lo spettacolo. L’entusiasmo è contagioso. Nella mia esperienza, mi trovo a passare più tempo in uno stand se la persona che mi ha invitato mi incoraggia a provare il prodotto.
Utilizza gli strumenti educativi.

I monitor touch-screen possono raccontare storie e comunicare informazioni in modi emozionanti. Sempre più, negli stand fieristici vengono utilizzati questi strumenti. L’apprendimento dovrebbe sempre essere divertente.
E, infine,  il design dello stand deve essere potente. I migliori stand hanno una struttura unica o utilizzano materiali tattili, come il legno, il tessuto, la struttura e il modello. Tutto dal messaggio alla tipografia, al colore e all’immagine devono integrarsi al meglio.

Usi della stampa 3D

 

Cosa fareste con una stampante 3D? Se le persone hanno nulla da dire in proposito, potreste essere sorpresi. C’è un sacco di entusiasmo che circondale  stampanti 3D nella nostra epoca, e non è difficile capire perché.

Arti protesici

I ricercatori stanno facendo progressi incredibili negli ultimi anni con le protesi – purtroppo, questi progressi sono stati in gran parte molto costosi, spesso fuori dalla portata delle stesse persone, che possono essere senza lavoro a causa della loro disabilità. Anche relativamente semplici, protesi meccaniche spesso costano decine di migliaia di dollari a causa della loro natura specialistica e la necessità di personalizzarle per ciascuna persona.

Organi viventi

79 persone ricevono trapianti di organi ogni giorno, e diciotto persone muoiono mentre sono in lista d’attesa. Tra le persone che ricevono trapianti, molti ne hanno bisogno di un altro, a causa del sistema immunitario  che non sempre è in grado di integrare il tessuto estraneo. Al fine di ridurre tale rischio, i pazienti devono fare uso di  farmaci immuno-soppressori  per tutta la loro vita, che li rende molto più suscettibili alle infezioni opportunistiche. L’intera situazione è un casino, ma la stampa 3D può essere in grado di risolverlo.

Utilizzando tecniche di stampa 3D per stabilire strutture di collagene (la proteina impalcatura che tiene insieme le cellule), i medici possono fare un guscio vuoto di un organo. Quel guscio può essere inseminato con le cellule staminali , tessuti vivi, pronti per il trapianto. Se le cellule staminali vengono clonate da parte del destinatario, si può effettivamente completare l’organo con il proprio tessuto, eliminando gran parte dei problemi di rigetto e consentendo all’organo di durare molto più tempo.

Per i  reni sarebbe già possibile  in questo momento (anche se non perfezionati o approvati  per l’uso negli esseri umani), e il cuore è  in fase di sviluppo. Altri organi, come i polmoni e fegato, sono più lontani (ma non impossibili ). Alla fine, queste tecnologie potrebbero essere utilizzate per risolvere del tutto la carenza di organi, e dare la possibilità di  introdurre nuovi tipi di terapie che allungano la vita.

Nel caso del terminale, il cancro metastatizzato in maniera massiccia, potrebbe  migliorare le probabilità, sostituendo ogni sistema dell’organo colpito con riproduzioni 3D-stampate. Una quantità illimitata di organi bio-compatibili che cambierebbe  drasticamente la natura della medicina.

A cura di Sismaprint – stampa su forex

Qualche curiosità sulle vaginiti

Le vaginiti sono una patologia molto diffusa nel sesso femminile.
Epidemiologia

Le vaginiti sono banali ma frequenti e disturbanti. Sono una serie di patologie che portano spesso le pazienti in ambulatorio e le portano volentieri anche dal medico di medicina generale perché sono molto fastidiose e i tempi di attesa per le visite lunghi, e più spesso ancora le portano direttamente dal farmacista. Se guardiamo come si distribuiscono per causa eziologica le infezioni vaginali vediamo che: – la più frequente è quella micotica con il 51%, di cui una grossa fetta è data dalla Candida (perlopiù Albicans, circa il 75-80%). – Poi abbiamo le vaginosi batteriche con il 20% (la vaginosi batterica va intesa come quella via intermedia tra infezione e non infezione, comunque una condizione medica di dismicrobismo, che può essere sintomatica e va trattata), – poi in calo le infezioni da Trichomonas vaginalis (6%), – poi le vaginiti batteriche atipiche – infine quelle su base non infettiva (3-4%), come quella atrofica, da radiazioni o da agenti chimici.

Flora microbica vaginale

Normalmente in vagina vi è una flora residente composta soprattutto da lactobacilli acidofili (90%) ed in minima parte (10%) da altri microrganismi (che non devono superare una certa soglia, altrimenti diventano patologici), perlopiù anaerobi (circa 100:1 il ratio anaerobi/aerobi): tutto ciò conferisce all’ ambiente vaginale in condizioni fisiologiche un pH acido e la capacità di difendersi dalle aggressioni esterne, visto che la cavità vaginale è in comunicazione con l’ambiente esterno ed in vicinanza con l’orifizio anale, al cui apice si posiziona il clitoride. La capacità della flora vaginale di mantenere questo pH è condizionato soprattutto dal tropismo, cioè dal fatto che ci sia una mucosa ben trofica, nutrita dagli estrogeni, che fanno crescere l’epitelio vaginale mantenendo ben rappresentato lo strato più superficiale, ricco di glicogeno; queste cellule sfaldando in
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vagina liberano glicogeno che viene metabolizzato dai lactobacilli producendo acido lattico e così il pH si abbassa a 4,5-5 che è quello considerato normale. Ovviamente cambia fisiologicamente nel corso della vita od in altre condizioni: – l’età (perche vi saranno livelli diversi di estrogeni circolanti: più alti sono gli estrogeni meglio è dal punto di vista del glicogeno, quindi i periodi più a rischio di vaginiti saranno la prepubertà e la post menopausa visti i bassi livelli di estrogeni. L’età neonatale, per la presenza degli estrogeni materni, e l’età fertile rappresentano i periodi in cui i lattobacilli sono più felici e il pH vaginale più acido perché c’è tanto glicogeno. C’è da dire in realtà che anche un eccesso di estrogeni, es in gravidanza o pillola sovradosata, non è che faccia bene, in quanto il ph si acidifica troppo e la candida vive bene in ambiente acido); – l’attività sessuale; – la fase del ciclo (sappiamo che gli estrogeni sono più bassi in fase follicolare, alti a metà ciclo e poi tendono a calare, e infatti il momento in cui è più alta la prevalenza delle vaginiti è in fase premestruale, proprio perché gli estrogeni qui sono molto più alti e il pH vaginale è molto più alto); – la contraccezione ormonale; – l’assunzione di farmaci, come nel caso di una terapia antibiotica; – l’uso di detergenti a pH sbagliato; – l’uso di tamponi interni; – dal punto di vista più generale, sistemico, anche la reattività del sistema immunitari

Diagnosi

Si fa con la clinica: sintomi e visita, quasi mai è necessario ricorrere al laboratorio.