Usi della stampa 3D

 

Cosa fareste con una stampante 3D? Se le persone hanno nulla da dire in proposito, potreste essere sorpresi. C’è un sacco di entusiasmo che circondale  stampanti 3D nella nostra epoca, e non è difficile capire perché.

Arti protesici

I ricercatori stanno facendo progressi incredibili negli ultimi anni con le protesi – purtroppo, questi progressi sono stati in gran parte molto costosi, spesso fuori dalla portata delle stesse persone, che possono essere senza lavoro a causa della loro disabilità. Anche relativamente semplici, protesi meccaniche spesso costano decine di migliaia di dollari a causa della loro natura specialistica e la necessità di personalizzarle per ciascuna persona.

Organi viventi

79 persone ricevono trapianti di organi ogni giorno, e diciotto persone muoiono mentre sono in lista d’attesa. Tra le persone che ricevono trapianti, molti ne hanno bisogno di un altro, a causa del sistema immunitario  che non sempre è in grado di integrare il tessuto estraneo. Al fine di ridurre tale rischio, i pazienti devono fare uso di  farmaci immuno-soppressori  per tutta la loro vita, che li rende molto più suscettibili alle infezioni opportunistiche. L’intera situazione è un casino, ma la stampa 3D può essere in grado di risolverlo.

Utilizzando tecniche di stampa 3D per stabilire strutture di collagene (la proteina impalcatura che tiene insieme le cellule), i medici possono fare un guscio vuoto di un organo. Quel guscio può essere inseminato con le cellule staminali , tessuti vivi, pronti per il trapianto. Se le cellule staminali vengono clonate da parte del destinatario, si può effettivamente completare l’organo con il proprio tessuto, eliminando gran parte dei problemi di rigetto e consentendo all’organo di durare molto più tempo.

Per i  reni sarebbe già possibile  in questo momento (anche se non perfezionati o approvati  per l’uso negli esseri umani), e il cuore è  in fase di sviluppo. Altri organi, come i polmoni e fegato, sono più lontani (ma non impossibili ). Alla fine, queste tecnologie potrebbero essere utilizzate per risolvere del tutto la carenza di organi, e dare la possibilità di  introdurre nuovi tipi di terapie che allungano la vita.

Nel caso del terminale, il cancro metastatizzato in maniera massiccia, potrebbe  migliorare le probabilità, sostituendo ogni sistema dell’organo colpito con riproduzioni 3D-stampate. Una quantità illimitata di organi bio-compatibili che cambierebbe  drasticamente la natura della medicina.

A cura di Sismaprint – stampa su forex

Qualche curiosità sulle vaginiti

Le vaginiti sono una patologia molto diffusa nel sesso femminile.
Epidemiologia

Le vaginiti sono banali ma frequenti e disturbanti. Sono una serie di patologie che portano spesso le pazienti in ambulatorio e le portano volentieri anche dal medico di medicina generale perché sono molto fastidiose e i tempi di attesa per le visite lunghi, e più spesso ancora le portano direttamente dal farmacista. Se guardiamo come si distribuiscono per causa eziologica le infezioni vaginali vediamo che: – la più frequente è quella micotica con il 51%, di cui una grossa fetta è data dalla Candida (perlopiù Albicans, circa il 75-80%). – Poi abbiamo le vaginosi batteriche con il 20% (la vaginosi batterica va intesa come quella via intermedia tra infezione e non infezione, comunque una condizione medica di dismicrobismo, che può essere sintomatica e va trattata), – poi in calo le infezioni da Trichomonas vaginalis (6%), – poi le vaginiti batteriche atipiche – infine quelle su base non infettiva (3-4%), come quella atrofica, da radiazioni o da agenti chimici.

Flora microbica vaginale

Normalmente in vagina vi è una flora residente composta soprattutto da lactobacilli acidofili (90%) ed in minima parte (10%) da altri microrganismi (che non devono superare una certa soglia, altrimenti diventano patologici), perlopiù anaerobi (circa 100:1 il ratio anaerobi/aerobi): tutto ciò conferisce all’ ambiente vaginale in condizioni fisiologiche un pH acido e la capacità di difendersi dalle aggressioni esterne, visto che la cavità vaginale è in comunicazione con l’ambiente esterno ed in vicinanza con l’orifizio anale, al cui apice si posiziona il clitoride. La capacità della flora vaginale di mantenere questo pH è condizionato soprattutto dal tropismo, cioè dal fatto che ci sia una mucosa ben trofica, nutrita dagli estrogeni, che fanno crescere l’epitelio vaginale mantenendo ben rappresentato lo strato più superficiale, ricco di glicogeno; queste cellule sfaldando in
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vagina liberano glicogeno che viene metabolizzato dai lactobacilli producendo acido lattico e così il pH si abbassa a 4,5-5 che è quello considerato normale. Ovviamente cambia fisiologicamente nel corso della vita od in altre condizioni: – l’età (perche vi saranno livelli diversi di estrogeni circolanti: più alti sono gli estrogeni meglio è dal punto di vista del glicogeno, quindi i periodi più a rischio di vaginiti saranno la prepubertà e la post menopausa visti i bassi livelli di estrogeni. L’età neonatale, per la presenza degli estrogeni materni, e l’età fertile rappresentano i periodi in cui i lattobacilli sono più felici e il pH vaginale più acido perché c’è tanto glicogeno. C’è da dire in realtà che anche un eccesso di estrogeni, es in gravidanza o pillola sovradosata, non è che faccia bene, in quanto il ph si acidifica troppo e la candida vive bene in ambiente acido); – l’attività sessuale; – la fase del ciclo (sappiamo che gli estrogeni sono più bassi in fase follicolare, alti a metà ciclo e poi tendono a calare, e infatti il momento in cui è più alta la prevalenza delle vaginiti è in fase premestruale, proprio perché gli estrogeni qui sono molto più alti e il pH vaginale è molto più alto); – la contraccezione ormonale; – l’assunzione di farmaci, come nel caso di una terapia antibiotica; – l’uso di detergenti a pH sbagliato; – l’uso di tamponi interni; – dal punto di vista più generale, sistemico, anche la reattività del sistema immunitari

Diagnosi

Si fa con la clinica: sintomi e visita, quasi mai è necessario ricorrere al laboratorio.