Qualche curiosità sulle vaginiti

Le vaginiti sono una patologia molto diffusa nel sesso femminile.
Epidemiologia

Le vaginiti sono banali ma frequenti e disturbanti. Sono una serie di patologie che portano spesso le pazienti in ambulatorio e le portano volentieri anche dal medico di medicina generale perché sono molto fastidiose e i tempi di attesa per le visite lunghi, e più spesso ancora le portano direttamente dal farmacista. Se guardiamo come si distribuiscono per causa eziologica le infezioni vaginali vediamo che: – la più frequente è quella micotica con il 51%, di cui una grossa fetta è data dalla Candida (perlopiù Albicans, circa il 75-80%). – Poi abbiamo le vaginosi batteriche con il 20% (la vaginosi batterica va intesa come quella via intermedia tra infezione e non infezione, comunque una condizione medica di dismicrobismo, che può essere sintomatica e va trattata), – poi in calo le infezioni da Trichomonas vaginalis (6%), – poi le vaginiti batteriche atipiche – infine quelle su base non infettiva (3-4%), come quella atrofica, da radiazioni o da agenti chimici.

Flora microbica vaginale

Normalmente in vagina vi è una flora residente composta soprattutto da lactobacilli acidofili (90%) ed in minima parte (10%) da altri microrganismi (che non devono superare una certa soglia, altrimenti diventano patologici), perlopiù anaerobi (circa 100:1 il ratio anaerobi/aerobi): tutto ciò conferisce all’ ambiente vaginale in condizioni fisiologiche un pH acido e la capacità di difendersi dalle aggressioni esterne, visto che la cavità vaginale è in comunicazione con l’ambiente esterno ed in vicinanza con l’orifizio anale, al cui apice si posiziona il clitoride. La capacità della flora vaginale di mantenere questo pH è condizionato soprattutto dal tropismo, cioè dal fatto che ci sia una mucosa ben trofica, nutrita dagli estrogeni, che fanno crescere l’epitelio vaginale mantenendo ben rappresentato lo strato più superficiale, ricco di glicogeno; queste cellule sfaldando in
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vagina liberano glicogeno che viene metabolizzato dai lactobacilli producendo acido lattico e così il pH si abbassa a 4,5-5 che è quello considerato normale. Ovviamente cambia fisiologicamente nel corso della vita od in altre condizioni: – l’età (perche vi saranno livelli diversi di estrogeni circolanti: più alti sono gli estrogeni meglio è dal punto di vista del glicogeno, quindi i periodi più a rischio di vaginiti saranno la prepubertà e la post menopausa visti i bassi livelli di estrogeni. L’età neonatale, per la presenza degli estrogeni materni, e l’età fertile rappresentano i periodi in cui i lattobacilli sono più felici e il pH vaginale più acido perché c’è tanto glicogeno. C’è da dire in realtà che anche un eccesso di estrogeni, es in gravidanza o pillola sovradosata, non è che faccia bene, in quanto il ph si acidifica troppo e la candida vive bene in ambiente acido); – l’attività sessuale; – la fase del ciclo (sappiamo che gli estrogeni sono più bassi in fase follicolare, alti a metà ciclo e poi tendono a calare, e infatti il momento in cui è più alta la prevalenza delle vaginiti è in fase premestruale, proprio perché gli estrogeni qui sono molto più alti e il pH vaginale è molto più alto); – la contraccezione ormonale; – l’assunzione di farmaci, come nel caso di una terapia antibiotica; – l’uso di detergenti a pH sbagliato; – l’uso di tamponi interni; – dal punto di vista più generale, sistemico, anche la reattività del sistema immunitari

Diagnosi

Si fa con la clinica: sintomi e visita, quasi mai è necessario ricorrere al laboratorio.