Formazione: dovrei studiare la Macro Economia o il Business Administration?

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente sei indeciso se specializzarti  in economia o in  business administration . Beh, questa non è una decisione facile da prendere (posso dire che per esperienza personale) ma alla fine dovrai prendere una decisione e formarti in un settore preciso. Vediamo di fare un po’ di chiarezza sull’argomento grazie ad un esperto consulente di carriera.

Dettaglio o grande visione d’insieme?
Probabilmente la domanda più importante da porsi è relativa al nostro orientamento: larghe vedute d’insieme o attenzione al dettaglio? Se vogliamo capire come si muove l’economia, dobbiamo studiarla. Al contrario se siete interessati soltanto alla gestione ed amministrazione di una determinata società, allora il business administration fa per voi. Naturalmente resta il fatto che, per studiare l’una o l’altra disciplina, avrete bisogno della conoscenza di elementi comuni ad entrambe.

Teoria o esperienza sul campo?
Sei una persona teorica o una persona pratica? Gli economisti si  destreggiano tra i numeri e cercano teorie che potrebbero sconvolgere i mercati, ma sono poco  interessanti per chi non segue da vicino la macroeconomia.  Al contrario, i soggetti che studiano e business administration o economia aziendale si occuperanno di pratiche, di problemi da superare per amministrare una società o un’azienda. Situazioni reali a cui trovare soluzioni pratiche.
Ad un certo punto, tutti gli economisti devono rendersi conto, che la politica economica è in ultima analisi, decisa dai politici, ai quali tutti i loro modelli economici e le loro teorie in realtà non importano. Questo è probabilmente l’aspetto più frustrante di quando si studia l’economia con la ‘’E‘’ maiuscola: si può davvero prevedere come risolvere la maggior parte delle problematiche economiche, ma non si può prevedere ogni cosa. Mentre, chi studia l’economia aziendale ha la possibilità di avere un impatto sul reale – sia pure in un contesto piuttosto limitato.

Quanto sono realistiche le tue aspettative?
L’economia aziendale è una delle materie più studiate negli Stati Uniti. Ma se non si ottiene la formazione giusta attraverso un percorso di studi prestigioso, le possibilità lavorative sono scarse.  La buona notizia è che se chi si laurea economia o in business, può attendersi alcuni dei più alti stipendi.

Volete competenze pratiche?
I problemi più grandi quando si studia la grande economia sono la sua ampiezza e la sua astrazione. Essa fornisce pochissime competenze immediatamente spendibili sul posto di lavoro. Mentre il business administration da le competenze necessarie per poter gestire un’azienda.
Sono due livelli di formazione non necessariamente antitetici, ma l’aspetto pratico di uno rispetto all’altro è evidente.

Qualche curiosità sulle vaginiti

Le vaginiti sono una patologia molto diffusa nel sesso femminile.
Epidemiologia

Le vaginiti sono banali ma frequenti e disturbanti. Sono una serie di patologie che portano spesso le pazienti in ambulatorio e le portano volentieri anche dal medico di medicina generale perché sono molto fastidiose e i tempi di attesa per le visite lunghi, e più spesso ancora le portano direttamente dal farmacista. Se guardiamo come si distribuiscono per causa eziologica le infezioni vaginali vediamo che: – la più frequente è quella micotica con il 51%, di cui una grossa fetta è data dalla Candida (perlopiù Albicans, circa il 75-80%). – Poi abbiamo le vaginosi batteriche con il 20% (la vaginosi batterica va intesa come quella via intermedia tra infezione e non infezione, comunque una condizione medica di dismicrobismo, che può essere sintomatica e va trattata), – poi in calo le infezioni da Trichomonas vaginalis (6%), – poi le vaginiti batteriche atipiche – infine quelle su base non infettiva (3-4%), come quella atrofica, da radiazioni o da agenti chimici.

Flora microbica vaginale

Normalmente in vagina vi è una flora residente composta soprattutto da lactobacilli acidofili (90%) ed in minima parte (10%) da altri microrganismi (che non devono superare una certa soglia, altrimenti diventano patologici), perlopiù anaerobi (circa 100:1 il ratio anaerobi/aerobi): tutto ciò conferisce all’ ambiente vaginale in condizioni fisiologiche un pH acido e la capacità di difendersi dalle aggressioni esterne, visto che la cavità vaginale è in comunicazione con l’ambiente esterno ed in vicinanza con l’orifizio anale, al cui apice si posiziona il clitoride. La capacità della flora vaginale di mantenere questo pH è condizionato soprattutto dal tropismo, cioè dal fatto che ci sia una mucosa ben trofica, nutrita dagli estrogeni, che fanno crescere l’epitelio vaginale mantenendo ben rappresentato lo strato più superficiale, ricco di glicogeno; queste cellule sfaldando in
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vagina liberano glicogeno che viene metabolizzato dai lactobacilli producendo acido lattico e così il pH si abbassa a 4,5-5 che è quello considerato normale. Ovviamente cambia fisiologicamente nel corso della vita od in altre condizioni: – l’età (perche vi saranno livelli diversi di estrogeni circolanti: più alti sono gli estrogeni meglio è dal punto di vista del glicogeno, quindi i periodi più a rischio di vaginiti saranno la prepubertà e la post menopausa visti i bassi livelli di estrogeni. L’età neonatale, per la presenza degli estrogeni materni, e l’età fertile rappresentano i periodi in cui i lattobacilli sono più felici e il pH vaginale più acido perché c’è tanto glicogeno. C’è da dire in realtà che anche un eccesso di estrogeni, es in gravidanza o pillola sovradosata, non è che faccia bene, in quanto il ph si acidifica troppo e la candida vive bene in ambiente acido); – l’attività sessuale; – la fase del ciclo (sappiamo che gli estrogeni sono più bassi in fase follicolare, alti a metà ciclo e poi tendono a calare, e infatti il momento in cui è più alta la prevalenza delle vaginiti è in fase premestruale, proprio perché gli estrogeni qui sono molto più alti e il pH vaginale è molto più alto); – la contraccezione ormonale; – l’assunzione di farmaci, come nel caso di una terapia antibiotica; – l’uso di detergenti a pH sbagliato; – l’uso di tamponi interni; – dal punto di vista più generale, sistemico, anche la reattività del sistema immunitari

Diagnosi

Si fa con la clinica: sintomi e visita, quasi mai è necessario ricorrere al laboratorio.